16 aprile 2015

E' nata una città con due nomi: laboratorio a Lungotavolo45

Sabato scorso, a Lungotavolo45 Torino, è nata una nuova grande città di carta e ha due nomi, scegliete voi quello che più vi piace: La Città dei Bambini Liberi o La Città Fantastica.





Io li trovo perfetti entrambi, soprattutto perché sono stati i bambini ad inventarli.






Ci siamo divertiti molto a progettarla ed è stato bello, dopo averla costruita, poter camminare sulla città come giganti, guardandola dall'alto, scavalcandone ponti, palazzi e giardini.
Già, proprio così, perché questa volta per realizzarla siamo saliti su un grande tavolo, 12 m x 2 m. Ovviamente senza scarpe!








Tra gli edifici ce n'era uno che aspirava a raggiungere il cielo. Edificio, purtroppo, crollato presto, a causa di un'architettura che, impavida, sfidava molte leggi della fisica :-).
Non dimentichiamo, poi, la casa dell'unicorno, con il recinto.









Il laboratorio è il primo dei tre dedicati alla città, tenuti da me insieme a Francesca Chessa, a Lungotavolo45.
Per conoscere date e specifiche dei prossimi due cliccate qui.









Qui e qui trovate altre città di carta nate nel corso di miei precedenti laboratori.

09 aprile 2015

L'estate bambina: "Summer" illustrato da Roy Mc Kié


"We like the things
that summer brings.
It brings the sun.
It brings the heat.
It brings the things
We like to eat"


In queste prime righe di Summer, scritto da Alice Low e illustrato da Roy Mc Kié, c'è già tutto il libro: l'estate vista con gli occhi dei bambini.




I colori sono accesi, le illustrazioni semplici ma mai banali e da ogni pagina esce felicità, quella che provavo da piccola nei giorni di vacanza estivi. Questa capacità evocativa lo rende, a mio avviso, davvero speciale.












Ho trovato questo piccolo, grande libro su una bancarella a Brooklyn NY e l'ho amato subito.
E' la prima edizione e mi è costata ben 4 dollari! Sono stata davvero fortunata perché, a quanto pare, alle ristampe attuali hanno apportato modifiche nei colori e non ci sono tutte le tavole.












Summer uscì nel 1963 in USA per la Geisel and Random House nella serie Beginner Books, curata da Theodor Seuss Geisel meglio conosciuto col nome di Dr. Seuss, collana per cui McKié lavorò a lungo.










Roy McKié, scomparso l' 8 gennaio di quest'anno a 93 anni, è stato un illustratore americano molto noto, al suo attivo più di 100 libri: pubblicazioni umoristiche e numerosi albi per bambini, tra cui, oltre a Summer, altri titoli noti come  Bennett Cerf's Book of Riddles (1960), 10 Apples Up on Top (1961), More Riddle (1961) e Snow (1962) il suo preferito, nessuno dei quali uscito in Italia.
Nei primi anni della sua carriera collaborò anche con agenzie pubblicitarie e il New York Times.






Trovo molto divertente questa illustrazione della tenda con tutti gli animaletti fuori, con gli occhi sgranati, intenti a spiare cosa accade all' interno.










Negli ultimi anni McKié amava andare in cerca dei suoi libri tra gli scaffali delle biblioteche locali, felice di trovarli e consapevole che quelle opere avrebbero rallegrato bambini e adulti per ancora tantissimo tempo. E così sarà Roy!

24 marzo 2015

Torino: a Lungo Tavolo 45 tre laboratori per giocare con la città

LA MIA CITTA' E' .... una città fantastica che non finisce mai.

A partire da sabato 11 aprile, una volta al mese, Lungo Tavolo 45 ospiterà tre laboratori, ideati da me a da Francesca Chessa, dedicati ai bambini e all’idea di città.




I laboratori hanno come fine la costruzione di città dove protagonisti sono la fantasia, i sogni, i desideri e le esigenze dei più piccoli. 
Lo scopo è quello di rendere i bambini più consapevoli dell'ambiente in cui vivono sviluppando il senso critico e di osservazione, il senso del gruppo e le personali capacità creative e manuali.
 
Ciascun laboratorio avrà la durata di due ore e si potrà scegliere se partecipare di sabato pomeriggio o di domenica mattina.

Età 5-10 anni





 
LABORATORIO DI APRILE 

a scelta Sabato 11 ore 16 – 18 / Domenica 12 ore 10 - 12

CI SONO CITTÀ A FORMA DI NUVOLE, PESCE O CARAMELLA... E SE NE CREASSIMO INSIEME UNA PIÙ BELLA?
Scatole, rotoli, cartoncini e altro materiale di riciclo di ogni forma e colore per inventare una grande, fantastica città.







LABORATORIO DI MAGGIO

a scelta Sabato 16 ore 16 – 18 / Domenica 17 ore 10 - 12

UNA RUVIDA CITTÀ AL SAPOR DI CIOCCOLATA O UNA MORBIDA CHE SA DI ARANCIATA?
Con forbici, colla, cartone, plastica, spezie, sale, cioccolato e... costruiremo piccole parti di città in triorama da toccare e assaggiare con profumi, suoni e sapori .







LABORATORIO DI GIUGNO 

 a scelta Sabato 6 ore 16 – 18 / Domenica 7 ore 10 - 12

TANTE STORIE STRADA FACENDO
Nella mia strada c'è un dinosauro dagli occhi blu e nella tua? Dimmelo tu.
Forbici, colla, cartone e colori per raccontare storie fantastiche e misteriose nascoste tra le strade
della mia città.





Costo Laboratori

  • 1 laboratorio 10 euro
  • 2 laboratori 18 euro
  • 3 laboratori 25 euro
  • con fratellino o sorellina 7+7 euro

Per prenotazioni o info:

Lungotavolo 45
Via Treviso 45B
Tel 011 4379023
info@lungotavolo45.it


Le illustrazioni pubblicate in questo post sono di Francesca Chessa.

18 marzo 2015

Il Circo di Alexander Calder

Lo scorso settembre ero a New York e tra le tante cose che in assoluto volevo vedere c'era il Circo di Alexander Calder, esposto al Whitney Museum of American Art che lo ha acquistato nel 1982.
Calder costruì il suo circo mobile tra il 1929 e il 1931, usando materiali di riciclo come tappi di bottiglia, spago, stoffa, legno, metallo e tubi di gomma.



Alexander Calder e il leone



Il progetto nacque "grazie" ad un commerciante che chiese a Calder di costruire una serie di giocattoli articolati. L'artista prese spunto da alcuni schizzi dal vero, sugli animali e i lavoranti del circo, da lui realizzati qualche tempo prima a New York per la National Police Gazette.
Il committente sparì, ma ormai i giocattoli c'erano e furono presentati al Salon des Humoristes dove suscitarono grande curiosità. Poco dopo iniziarono i lavori per il Circus Calder.



Gli acrobati del Circo - Circus Calder



Acrobati, animali, attrezzi, un presentatore, le gabbie, l'uomo forzuto, il lanciatore di coltelli con la sua assistente, i barellieri, ecc, non manca davvero nulla e ogni pezzo è progettato per muoversi e consentire all'autore di tenere veri e propri spettacoli circensi. Il tutto trasportabile in cinque valigie. 




 Le cinque valigie in cui Calder trasportava il suo Circo
Whitney Museum of American Art, New York
 Foto di Sheldan C. Collins
via



Il presentatore - Circus Calder



Nei primi tempi, l'artista si esibì sia in Europa sia negli Stati Uniti e grazie a quelle performance venne in contatto con l'avanguardia parigina, tra cui spiccavano nomi come Duchamp, Mirò, Arp e Mondrian. Da quest'ultimo, in particolare, trasse alcune linee guida, su forme e colore, per le sue opere future.


La gabbia del leone - Circus Calder




Il cavallo selvaggio - Circus Calder




L'uomo forzuto - Circus Calder




L'assistente del lanciatore di coltelli - Circus Calder




Il cane e il Cavaliere - Circus Calder



Amo l'arte di Calder in tutte le sue sfaccettature (giocattoli, mobile, sculture, dipinti, ecc) e ogni volta che mi capita di vederne le opere dal vivo mi emoziono. Trovo siano una perfetta sintesi di gusto, abilità, genialità e fanciullezza: l'adulto che ha mantenuto in se lo sguardo, la voglia di giocare e la curiosità tipici dell'infanzia.



 I barellieri - Circus Calder


Calder continuò ad animare il suo circo per molti anni, in tutto il mondo, mettendo in scena oltre duecento spettacoli. L'artista è scomparso nel 1976 e da allora i fantastici protagonisti di questa opera sono immobili e probabilmente lo resteranno.
I materiali con cui venne realizzata sono fragili ed è facile comprendere come il tempo e l'usura l' abbiano resa ancora più precaria con costante necessità di restauro. Per questo il Whitney Museum ne espone, di volta in volta, solo piccole parti.

Per fortuna ci rimangono alcune importanti testimonianze filmate, come Le Cirque de Calder di Carlos Vilardebo e Le Grand Cirque Calder 1927.
Molto interessante anche questo video Conserving Calder's Circus dove i restauratori del Whitney raccontano il loro delicato lavoro.



 Il canguro - Circus Calder


Per saperne di più su Alexander Calder e le sue opere Calder Foundation.


12 febbraio 2015

Brif bruf braf e il traduttore bambino

Questo primo post del 2015 lo dedico al traduttore simultaneo bambino, una figura a cui sono profondamente grata e che sempre mi stupisce per la magia e la tenerezza che porta con sé.


 Brif Bruf Braf, disegno di Bruno Munari 
tratto da Favole al Telefono di G. Rodari, ed. Einaudi 1962


Mi spiego meglio. La prima volta che mi capitò d'incontrarlo fu diversi anni fa, avevo da poco iniziato a tenere laboratori. In quell'occasione, il gruppo di lavoro era particolarmente eterogeneo e divertito, ognuno interveniva proponendo un'idea e le voci si sovrapponevano in un fantastico chiacchericcio creativo. Nella confusione si inserì anche un bimbo di quattro anni, il più piccolo.


 A giocare col bastone, disegno di Bruno Munari 
tratto da Favole al Telefono di G. Rodari, ed. Einaudi 1962


Il suo discorso, espresso con una timida vocina, sebbene dettagliato e meditato, mi risultò incomprensibile. Pensai di non avere sentito bene qualche parte e gli chiesi di ripetere.
Di nuovo nulla, allora, sempre più dispiaciuta, provai a interpretare, chiedendogli se fossi nel giusto, ma lui mi guardava e continuava a scuotere la testa, dicendo no, non era quello che aveva detto.

Intanto era sceso il silenzio, gli occhi di tutti i bambini fissi su di me. Il momento era grave. Altri tentativi senza risultato accrebbero il disagio. Volevo capire, mi stava dicendo qualcosa di molto importante per lui, ma al tempo stesso avevo già insistito troppo e rischiavo di metterlo in imbarazzo.


La strada che non andava in nessun posto, disegno di Bruno Munari 
tratto da Favole al Telefono di G. Rodari, ed. Einaudi 1962 


Proprio mentre stavo per arrendermi, vidi alzarsi una manina. Una bimba di sei, sette anni con fare estremamente dolce iniziò a parlare: "Lui voleva dire...".
Quando finì mi rivolsi al bambino e gli chiesi se fosse quello il significato. All'unisono la sua testa e quelle di tutti gli altri annuirono, gli occhi del bimbo erano finalmente soddisfatti e felici, nella stanza tornò l'allegria.

Improvvisamente fui colpita dalla dura verità: l'unica a non aver capito ero stata io.
E lo sguardo imbarazzato con cui mi fissavano fino a poco prima i bambini, era solo indulgente compassione mista alla ricerca di una soluzione il più possibile indolore per me. Una soluzione che mi facesse entrare nel loro mondo evitandomi, se possibile, la mortificazione di non esserci riuscita da sola. Il traduttore simultaneo ce l'aveva fatta!



 La giostra di Cesenatico, disegno di Bruno Munari 
tratto da Favole al Telefono di G. Rodari, ed. Einaudi 1962


Col passare degli anni, per fortuna, assomiglio sempre più al vecchietto della favola di Rodari Brif Bruf Braf e mi accade molto meno di non comprendere i discorsi dei bambini, ma quando succede, sono pronta, chiedo subito: "Chi ha capito?". All'istante molte mani si alzano. Nessuno si offende, nessuno rimane mortificato: il traduttore simultaneo è per me.

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